Vierges et Toreros

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Composizione: bergamotto, pepe, cardamomo, noce moscata, tuberosa, ylang-ylang, cuoio, base animalis, costus, patchouly, vetiver…

L’arena era inondata di sole e, dalle gradinate, la voce della folla si alzava verso di lui come un’offerta. Dove ci si trovava? A Siviglia? A Ronda? A Puerto de Santa Maria? In ogni caso, da qualche parte in Andalusia, là dove il portamento e l’orgoglio di un uomo ispirano rispetto. In quella domenica di maggio, l'incontro da condurre non finiva con la messa a morte di un toro, ma con quella, altrettanto rituale e sensuale, di note animali, messe a confronto per la prima volta con un fiore tra i più fragranti del regno vegetale: la tuberosa. Si diceva che là, nell’arena oppressa dal calore, la bella dai petali di un bianco virginale avrebbe impiegato la sua sensualità al solo scopo di addolcire la virilità di un profumo maschile, rendendolo così più tenero, più sensibile, più seducente al cuore delle donne… Legno, muschio e costus in proporzione "eroica", irragionevole fino all'eccesso, andavano infine a mangiare la polvere in quest’arena consacrata alla sola gloria degli uomini. In questo confronto sessuale “io il femminile, tu il maschile”, una tra le più irriverenti nella profumeria maschile, la pura tuberosa simulava una falsa innocenza solo in apparenza; queste note considerate maschili sembrano sostenere da sole la lotta. Ma per il naso è un’altra cosa... il naso sapeva distinguere d’istinto il vincitore. Firmato: La Vergine e il Torero.